DICONO DI NOI

Qui troverete traccia delle osservazioni, riflessioni e pensieri di chi ha partecipato alle nostre attività educative e formative. 

Saremo felici di riceverle tramite mail all’indirizzo info@noipsicomotricita.it

Serata di formazione del 18 Aprile:

Quando tuo figlio ti racconta una storia, una bugia una fanstasia… sono solo cose da bambini o voglio capirne il significato?

“Buongiorno Rosemarie, ho trovato la serata di ieri molto interessante e ricca di spunti di riflessione. Devo dire che lei, e tutto il suo gruppo di lavoro, riuscite sempre a trattare temi così importanti in maniera molto e efficace e comprensibile. Vedo in M. dei notevoli miglioramenti in termini di capacità di espressione delle emozioni, cosa che prima non avveniva. Sono sicura che questa, pur non senza difficoltà, sia la strada giusta da perseguire. Per questo ringrazio molto lei e la Dott.ssa D’Ambrosio per il sostegno.” N. mamma di M.

“Molto interessante! Piaciuta molto la Dottoressa”

“E’ stata una serata molto interessante e importante. Grazie di cuore per tutto quello che fate!” U.T.

“Mi sono incuriosita subito all’argomento della serata per il sottile confine fra fantasia e “bugia” , fra meraviglia per la creatività dei bambini e timore, rabbia, preoccupazione per il futuro quando inventano questi mondi fantastici ed anche un po’ per il senso perduto dell’infanzia quando tutto ti sembrava ad un tempo possibile (fantasia) ed impossibile (sentirti piccolo in realtà). Quello che mi ha commosso di più è stata la partecipazione intensa delle mamme e dei papà, il loro mettersi in gioco sentendosi pieni di difetti e difficoltà, con tutte le intenzioni di crescere per amore dei loro figli. La discussione, la condivisione, la ricerca di soluzioni per essere sempre meglio attrezzati a risolvere i problemi quotidiani sono state il cuore dell’incontro, altrettanto importanti delle parole esperte che sono giunte solo dopo che era stato aperto lo spazio per accoglierle. Credo che il percorso insieme e la possibilità di uno spazio per riflettere sui nostri bisogni/timori più profondi sia un regalo grande che ci viene fatto e che facciamo a noi stessi. Grazie.” R. M. D.

“La serata di formazione tenuta dalla Dottoressa D’Ambrosio mercoledì 18 aprile dal tema “Quando tuo figlio ti racconta una storia, una bugia, una fantasia” è stata ricca di molti spunti ed è stata un ulteriore occasione, per noi genitori, per capire come sia fondamentale nel nostro ruolo educativo L’ASCOLTO. La fantasia esprime una parte del bambino, spesso non totalmente consapevole, un desiderio, una paura…………….e quindi diventa l’occasione di un contatto con il mondo emotivo del bambino. Quando i nostri figli hanno paura dei “Mostri” il ruolo del genitore non è quello di negarne l’esistenza ma quello di capire da dove in realtà questi mostri nascono. Spesso sono frutto delle urla e dei castighi che gli adulti di riferimento riversano su di lui. Il mostro è la rappresentazione della parte “cattiva” che il bambino ha colto nell’arrabbiatura del genitore. La paura del mostro diventa inoltre l’escamotage che il bambino usa per farsi rassicurare. I due passaggi possibili per aiutare il bambino a superare le paure, senza abbassare la creatività e l’autostima del bambino sono:

  1. nominare l’emozione che il bambino in quel momento sta esprimendo con il racconto del mostro
  2. nominare l’emozione che il bambino in quel momento sta esprimendo con il racconto del mostro

Le bugie invece sono una situazione più complessa in quanto spesso nascondono la ricerca di approvazione e ammirazione da parte del bambino.

Ci sono vari tipi di bugie:

Bugia protettiva: un’arma di difesa che i bambini adottano quando hanno paura delle punizioni e del giudizio dei loro genitori.

Bugia di fantasia: per rendere più digeribile la realtà.

Bugia come richiesta di aiuto e attenzione:  un espediente attraverso il quale il bambino, inventando, manifesta la volontà di compensare l’inadeguatezza provata (ad es. il non sentirsi all’ altezza di certe situazioni, di vivere in certi ambienti) e lo fa inventando fatti, cose, situazioni con la sua fervida immaginazione. Il bambino teme di esprimersi per quello che è perché teme di non essere accolto.

La bugia quindi non va punita. Occorre essere comprensivi e facilitare un confronto a “cuore aperto”con il piccolo, che sta celatamente vivendo una situazione di disagio più o meno intensa. L’umiliazione,l’offesa, la voce alta, certamente non permetteranno di “entrare” in quell’ universo ricco e delicato che è il cuore di nostro figlio. Evitiamo quindi di colpevolizzare il bambino e impariamo ad aiutarlo a comunicare le emozioni e i desideri che sta esprimendo mentre racconta una bugia.Ricordiamo poi che non è necessario perseguire la verità sempre e comunque: se la bugia non è grave, possiamo anche evitare di smascherare apertamente nostro figlio. Con delicatezza e sensibilità, possiamo ascoltare, mostrarci disponibili al dialogo, creare un clima di tranquillità in cui il bambino possa esprimere le sue emozioni e magari senta meno il bisogno di raccontare “storie”.” B.A. e C.C.

Serata di formazione del 21 Febbraio 2018:

Passaggi indispensabili per migliorare la comunicazione con tuo figlio

e aumentarne l’autostima

“Scrivo solo ora una breve considerazione in merito all’incontro cui ho partecipato il 21 febbraio sui passaggi indispensabili per migliorare la comunicazione con i propri figli ed aumentarne l’autostima.
Il messaggio che mi è arrivato mi sembra assolutamente condivisibile:” In un rapporto di comunicazione, chi deve fare il primo passo verso l’altro, affinchè la comunicazione vada a buon fine?L’adulto o il bambino? Ovviamente l’adulto..Mettendo tutta l’attenzione e l’applicazione possibile su questo intento, cerchero’ di tenerlo presente in particolar modo in quei frangenti della vita quotidiana che lo rendono difficile: i tempi della vita quotidiana( lavoro, impegni,..), la stanchezza, i capricci..Una sorta di specchio che permetta un’autocritica costruttiva con se stessi in modo onesto e franco, senza eccessi di colpa nè facili indulgenze. Si fa del nostro meglio e si cerca di migliorarsi sempre.
Un altro aspetto importante emerso, direi fondamentale, lapalissiano, così evidente che in generale non se ne parla neanche più è quello di riscoprire parole abusate o dimenticate e di caricarle nuovamente del significato che hanno,una taratura ex novo tra significato e significante.
Queste parole non sono altro che i sentimenti: gioia, amore, dolore,noia..; o concetti tipo la morte troppo spesso liquidata con scaramantiche toccatine ferrose svuotandole completamente della loro importanza.
I sentimenti ( le grandi questioni dell’esistenza ) sono vivi e sono in mezzo a noi. Impariamo nuovamente a riconoscerli? Insegnamo ai nostri figli la normalità del provare emozioni?O meglio, ( giacchè non sono un insegnante!) vogliamo emozionarci con i nostri figli?
Cordialmente U. T.”